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Milano - Casa Missaglia - finestra - decorazione in terracotta
Milano - Casa Missaglia - finestra - decorazione in terracotta
Terracotta inventariata come appartenente al Museo Archeologico di Milano. Casa Missaglia di Milano è stata demolita nel 1896.
Data 1925 ante -
Tecnica negativo, gelatina bromuro d'argento/vetro
Misure Formato: 13x18
Collocazione Lastre Antiche , inv. A 1590
Luogo di conservazione Civico Archivio Fotografico - Civiche Raccolte Grafiche e Fotografiche - Piazza Castello, 1 - Milano (MI)
  • AUTORE
    Paoletti, Antonio 1881/ 1943 Antonio Paoletti nasce a Livorno il 28 aprile 1881. Trasferitosi a Milano, apre uno studio fotografico in via Pantano 3 nel 1908. Tra i suoi più importanti lavori si segnala la commissione di Luca Beltrami, direttore delle collezioni d'arte del Castello Sforzesco, per la riproduzione fotografica degli oggetti museali conservati presso il Museo di Arte Antica, il Museo Archeologico, la Galleria d'arte Moderna, la raccolta Bertarelli ed il Museo del Risorgimento. La collaborazione è documentata dal registro inventariale, ora custodito presso il Civico Archivio Fotografico di Milano, riportante l'iscizione "Elenco delle negative di fotografie del Castello e dei Musei eseguite dal fotografo Antonio Paoletti (Via Pantano 3) e da lui custodite per conto dei Musei" Nel 1922 Paoletti realizza, un corredo iconografico su palazzo Atellani a Milano per un'opera di Piero Portaluppi. La carriera artistica di Paoletti produce un duraturo e serrato rapporto - che si protrarrà fino al 1943 - con la Edison Volta e che vede la realizzazione di circa 1400 immagini sulla costruzione di dighe e centrali idroelettriche in Lombardia e in Piemonte, sugli edifici e gli impianti milanesi, sulle colonie al mare ed in montagna per i figli dei dipendenti. Nel 1928 Paoletti assume un incarico continuativo con l'AEM. Le primissime foto realizzate risalgono alla costruzione della diga del Fusino, in provincia di Sondrio, terminata nel 1922. Nel 1929 lavora per le illustrazioni di un testo sulle abitazioni costruite dall'Istituto Autonomo per le Case Popolari di Milano. Tra i suoi più notevoli lavori si segnala la documentazione dei restauri eseguiti dal Portaluppi in Santa Maria delle Grazie a Milano nel 1937. Lavorò anche con l'Impresa Girola (assorbita dalla Società Impregilo negli anni '50 del '900 e collaborò con la Triennale di Milano. Antonio Paoletti muore a Milano il 20 giugno 1943 nella sua casa in Corso Genova 27 e viene sepolto nel Cimitero Monumentale. Gli eredi del fotografo, tre anni più tardi, cedono lo studio a Mario Zacchetti, che ne continua l'attività con la medesima denominazione fino alla fine del 1965.
  • FONDO
    Lastre Antiche Il Fondo Lastre Antiche si compone di sei sezioni di fotografie negative, divise per dimensione, che partono dal formato delle lastre più piccole, A, per arrivare al più grande, F. Il nucleo più consistente delle lastre più antiche, di formato A, è databile tra il 1894 e il 1910 circa: attorno al 1894 i materiali del Museo Patrio Archeologico, conservati fino ad allora presso l'Accademia di Brera, vennero collocati negli spazi ristrutturati del Castello Sforzesco, in base alle indicazioni di Luca Beltrami. Proprio questi reperti - molti dei quali provenienti da edifici religiosi secolarizzati o distrutti - furono oggetto di una campagna fotografica promossa dallo stesso Beltrami per documentare ogni singolo pezzo "in entrata" nel museo, e le fotografie risultanti costituirono il primo nucleo del futuro Archivio Fotografico: le riproduzioni eseguite su lastre secche alla gelatina d'argento di formato 13 x 18 furono affidate al fotografo Antonio Paoletti, autore anche del primo inventario, l'Inventario Paoletti, del 1910, che riporta l'elenco delle "Fotografie fatte eseguire per cura del sen. Luca Beltrami", in cui era registrato il numero delle negative e il loro soggetto. Il fondo Lastre Antiche, naturalmente fragile, ha risentito molto più degli altri fondi dell'Istituto dei danni subiti dal Castello Sforzesco durante la seconda guerra mondiale né, in seguito, ha goduto della necessaria considerazione in ambito culturale e/o delle pratiche conservative, subendo la sorte riservata ai negativi, considerati non prioritari, in generale, rispetto alle stampe positive. Dei circa 42.263 negativi superstiti è stata restaurata e catalogata scientificamente solo una parte delle lastre di formato A. La catalogazione del fondo, tutt'ora in corso, è attuata col sistema SIRBEC della Regione Lombardia che segue gli standard ICCD per la scheda F. Costanti aggiornamenti dei dati vengono effettuati parallelamente al progredire degli studi relativi al fondo.
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