Fotografieincomune

Scultura - Statue su pilone (sec. XV) - Milano - Duomo, navata centrale
Scultura - Statue su pilone (sec. XV) - Milano - Duomo, navata centrale
Data 1920 ca. - 1950 ca.
Tecnica positivo, gelatina bromuro d'argento/carta
Misure Formato: 24x30
Collocazione Raccolta Iconografica , inv. FM D 91
Luogo di conservazione Civico Archivio Fotografico - Civiche Raccolte Grafiche e Fotografiche - Piazza Castello, 1 - Milano (MI)
  • AUTORE
    Lissoni, Osvaldo 1882/ 1944 post Osvaldo Lissoni, nato a Milano nel 1882 da Giulio e Flavia Galbiati, dichiara il 7 giugno 1911 di esercitare il "commercio di fotografia tecnica" con sede in via S. Radegonda 8. Dopo il 1912 acquista l'archivio di negativi con riproduzioni di opere d'arte dallo Studio Montabone (passato di proprietà a Carlo Fumagalli nel 1904) curandone la riedizione del catalogo di vendita. Il 28 settembre 1917 la ditta viene nuovamente denunciata alla Camera di Commercio di Milano col nuovo indirizzo di piazza Duomo 18, nell'ambito dell'industria degli "articoli fotografici". Altri indirizzi documentati sono: a Milano, via Manzoni 39, via Palazzo Reale 3A, Corso Roma 18 e a Como, dove aveva probabilmente una succursale, largo Lario Trento 5. Attorno al 1924 la ditta assume la denominazione "Archivio Regionale Lombardo Foto-Storico Artistico" e verso la seconda metà degli anni Venti, in società con Mario Fara, Lissoni fonda la Ditta Editrice Osvaldo Lissoni & C. con sede in corso Roma 18. Membro della Società Letteraria e Amici dei Monumenti di Milano, nel 1927 è tra i promotori della pubblicazione del libro "La Porta Ticinese", primo volume di una collana editoriale poi interrotta dal titolo "I monumenti di Milano minori e minimi", illustrato con fotografie eseguite dallo stesso Lissoni. Come editore pubblica inoltre i seguenti volumi: G. D. Simoni, "La basilica di S. Ambrogio", A. Tamborini, "S. Cristoforo sul Naviglio", E. Verga, "Milano vecchia", A. D. Pica, "Il Duomo di Milano" e G. Vergani, "La torre del Verzaro". Nel 1928 cura insieme a Mario Fara e Camillo Pellini il volume "Reminiscenze di storia e d'arte in Milano. I portali", una raccolta di 165 tavole raffiguranti i portali artistici di Milano, tra "le ultime testimonianze di un ambiente cittadino che lentamente si trasforma" (Lissoni, Fara, Pellini, 1928). Nel 1930 è autore di una monografia illustrata sulla Certosa di Pavia. Tutti i volumi da lui pubblicati sono illustrati con immagini provenienti dal suo ricco archivio iconografico, comprendente incisioni e fotografie di opere d'arte e architetture, in particolare delle città di Milano, Monza, Como, Pavia e Saronno; in questo archivio è confluita anche la raccolta dei negativi di Carlo Fumagalli che nel 1904 aveva rilevato lo studio Montabone. Nel 1930 è nominato Ispettore Onorario della Regia Soprintendenza all'Arte medievale e moderna a riconoscimento della sua "disinteressata opera a salvaguardia del patrimonio artistico nazionale" (Lissoni, 1939). Tra il 1934 e il 1935 l'Archivio Fotografico del Comune di Milano acquista da Lissoni una serie di fotografie raffiguranti opere d'arte e monumenti della città; sarà sempre l'Archivio Fotografico a ricevere in dono il suo intero archivio di negativi e positivi nel 1940 (S. Paoli, 2006), data da considerarsi termine della sua attività di fotografo ed editore. Con delibera del 20 novembre 1956 il Comune di Milano, inoltre, corrisponde agli eredi la cifra di lire 200.000 a titolo di riscatto dei diritti di pubblicazione e stampa. Dal 25 febbraio 1944 Osvaldo Lissoni trasferisce il proprio domicilio a S. Maria Maggiore (Archivio anagrafico del Comune di Milano) mentre l'attività cessa ufficialmente nel 1951 quando, in occasione del Censimento Industriale Commerciale, risulta irreperibile.
  • FONDO
    Raccolta Iconografica La Raccolta Iconografica, uno dei fondi storici del Civico Archivio Fotografico, conservava originariamente circa 20.000 fototipi, come si deduce dalla numerazione riportata sul verso di ciascun supporto (numerazione compresa tra 1 e 18.600, alla quale va aggiunto un nucleo di fotografie non numerate). Il fondo comprende la documentazione fotografica acquisita nel tempo dalle diverse direzioni delle Raccolte d'Arte di Milano, con importanti nuclei legati agli interessi e alle specifiche attività svolte dai conservatori succedutisi negli anni. Iniziò a costituirsi come fondo archivistico probabilmente a partire dal 1926 quando vennero commissionate a Osvaldo Lissoni una serie di campagne fotografiche per documentare le imminenti trasformazioni della città in vista dell'attuazione del nuovo Piano Regolatore. Lissoni produsse numerosi negativi su lastre di vetro con i relativi positivi; solo questi ultimi confluirono nella Raccolta insieme alle altre numerose stampe già conservate nell'Archivio fotografico. Furono Giorgio Nicodemi (dal 1928 al 1945) e il suo successore alla direzione dei Civici Musei d'Arte, Costantino Baroni (morto nel 1956), a organizzare e implementare sistematicamente il fondo avviandone il lavoro di riordino. Le fotografie, raffiguranti in gran parte opere dell'arte italiana e straniera e vedute urbane, furono ordinate per tematiche generali e per artisti al fine di fornire agli storici dell'arte uno strumento di studio e documentazione. In tal senso fu fondamentale l'intervento critico di Baroni nell'identificare e attribuire numerose opere d'arte documentate nell'archivio. L'originaria schedatura del fondo, documentata da alcune schedine cartacee conservate insieme alle fotografie, prevedeva numerose chiavi di accesso: per autore, per luogo, per soggetto, per ambito artistico e per iconografia; nelle schede si riportava inoltre il formato della fotografia. Tali indicazioni sono spesso riportate anche sul verso dei supporti, almeno su quelli numerati fino al 14.000; le fotografie numerate con numeri successivi e quindi da una certa data in poi (anteriore al 1951, come si deduce da un supporto datato e privo di numerazione) sono state invece archiviate sostituendo alla schedatura la semplice iscrizione sul verso del supporto. Le fotografie conservate nel fondo coprono un arco cronologico che va dalla metà del XIX secolo agli anni Cinquanta del XX, eseguite da oltre 180 autori fotografi tra i quali, oltre al citato Lissoni, Vincenzo Aragozzini, Antonio Paoletti, Dino Zani, Ugo Zuecca, Alinari, Anderson, Brogi, Crimella e Giacomelli. Nel 1999 è stato avviato il lavoro di riordino e di catalogazione del fondo, tutt'ora in corso, col sistema SIRBEC della Regione Lombardia che segue gli standard ICCD per la scheda F. Costanti aggiornamenti dei dati vengono effettuati parallelamente al progredire degli studi relativi al fondo.
Top