Fotografieincomune

Ritratto maschile - Ardengo Soffici
Ritratto maschile - Ardengo Soffici
Lo scrittore e pittore Ardengo Soffici (1879 - 1964) è ritratto in primo piano, di tre quarti, con il volto girato verso destra.
Data 1957
Tecnica positivo, gelatina bromuro d'argento/carta
Misure mm 240 x 180 (supporto primario)
Collocazione Lamberto Vitali Fotografo , serie Varie a tema , inv. LVF 10
Luogo di conservazione Civico Archivio Fotografico - Civiche Raccolte Grafiche e Fotografiche - Piazza Castello, 1 - Milano (MI)
  • AUTORE
    Vitali, Lamberto 1896/ 1992 Nato a Milano da una famiglia di origine livornese, frequenta l'istituto tecnico Cattaneo dove conosce Riccardo Bauer e inizia la sua passione per le stampe. La complessità del profilo di Vitali - storico d'arte, critico attento e appassionato di incisione - ci impone di trattarne solo gli aspetti legati alla fotografia. Chiamato alle armi, in artiglieria, nel 1915, dove rimarrà fino al 1919 come ufficiale. inizierà a scattare, proprio durante il conflitto, molte fotografie. I primi acquisti risalgono agli anni Venti: un nucleo di immagini riporta su retro l'iscrizione "da Vespasiano Bignami" da cui avrebbe avuto le immagini prima della morte di quest'ultimo nel '26. Nel '35 assume la direzione di "Emporium". Nel '51 ricomincia a fotografare e l'anno successivo compra una Rolley-flex che abbandonerà prima preferendo una Canon e poi una Nikon. Nel '57 nell'ambito della XI Triennale di Milano collabora con Gernsheim alla preparazione della "Mostra internazionale della fotografia". Prepara anche il capitolo su "La fotografia italiana dell'Ottocento" per il volume di Pollack pubblicato da Garzanti nel 1959. Nel '60, per la XII Triennale, cura una serie di mostre sui principali autori italiani e stranieri. Del '68 la prima monografia di argomento fotografico "Un fotografo fin de siècle. Il conte Primoli", per Einaudi; seguita da "Nadar", del '73 e da "Il Risorgimento nella fotografia" del '79, sempre per la stessa casa editrice. Lutti personali e condizioni di salute precarie, legate all'età avanzata, lo portano, lentamente, a ritirarsi a vita privata dalla metà degli anni Ottanta fino alla morte: il 2 dicembre 1992.
  • FONDO
    Lamberto Vitali Fotografo Lamberto Vitali (Milano, 1896-1992), collezionista, storico dell'arte e appassionato di incisione, cominciò a interessarsi di fotografia storica e contemporanea sin dal 1929, anno in cui fece i primi acquisti di fotografie divenendo ben presto un raffinato collezionista di fotografia del XIX secolo e degli inizi del XX secolo. Partecipò alla prima guerra mondiale restituendo una viva testimonianza di quegli anni in decine di fotografie scattate ai propri compagni, alle trincee, ai campi di battaglia (queste fotografie sono state donate in precedenza, insieme al fondo "Lamberto Vitali", di cui fanno parte). Subito dopo la tragedia della seconda guerra mondiale, Vitali, dopo il rientro in Italia dalla Svizzera, promosse a Milano importanti mostre di fotografia, dedicate a Henri Cartier-Bresson (1956) e a Werner Bischof (1958), al Palazzo della Permanente a Milano; alla collezione Helmut Gernsheim all'XI Triennale del 1957; ai fotografi del Novecento, come Brassai, Ugo Mulas, Mario De Biasi, e molti altri, alla XII Triennale del 1960; alla mostra, curata da Edward Steichen al MoMA di New York, "The Family of man", e accolta al PAC a Milano nel 1959, fino alla mostra di Robert Capa tenutasi al Palazzo Reale di Milano nel 1961. Si affermò così come storico e critico, autore di importanti contributi, tra cui la "trilogia einaudiana", coi volumi pubblicati da Einaudi e dedicati alla fotografia del Risorgimento, a Nadar e a Primoli. La passione per la fotografia lo portò poi a fotografare in modo continuativo a partire dal 1951-1952, come ha scritto Ferdinando Scianna, e a frequentare personalmente grandi fotografi come Cartier-Bresson, Ugo Mulas, Mario De Biasi, Massimo Vitali, oltre allo stesso Scianna. Vitali riversò nelle fotografie l'intero universo dei propri interessi, la fitta rete di relazioni con collezionisti, storici, critici e artisti (tra cui l'amato Giorgio Morandi, Alberto Giacometti, Antonio Boggeri, Cesare Brandi, Francesco Arcangeli, Leone Leoni, Vittorio Viale, Riccardo Jucker, gli Jesi e molti altri), le mostre e le città visitate, i grandi viaggi oltreoceano, la cronaca e la vita della sua città, Milano, indagata con curiosità e passione in periodi di grandi trasformazioni (la nascita dei grandi magazzini, la prima linea della metropolitana). Moltissimi gli scatti dedicati anche a monumenti, architetture, sculture, dipinti, spesso compresi e indagati in straordinarie fotografie di dettaglio. Nel 1963 una mostra di sue fotografie fu allestita nella libreria, in piazza San Sabila a Milano, dell'amico Pepi Battaglini (anche editore di un volume di Paolo Monti dedicato nel 1977 alla Pietà Rondanini). Le fotografie scattate da Vitali (fondo "Lamberto Vitali fotografo") furono donate al Civico Archivio Fotografico di Milano nel 2014 dai figli di Lamberto Vitali, a completamento del lascito testamentario del 1995 che vide entrare nell'Istituto la preziosa collezione di fotografie antiche, con incluse le fotografie della Prima guerra mondiale, composta da Vitali nell'arco della propria vita (fondo "Lamberto Vitali"). Nel 2015 è stato avviato il lavoro di riordino e di catalogazione del fondo "Lamberto Vitali Fotografo", tutt'ora in corso, col sistema SIRBEC della Regione Lombardia che segue gli standard ICCD per la scheda F. Costanti aggiornamenti dei dati vengono effettuati parallelamente al progredire degli studi relativi al fondo.
Top