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Ritratto maschile - membro dell'èquipe tecnica - Milano - costruzione della Galleria Vittorio Emanuele II
Ritratto maschile - membro dell'èquipe tecnica - Milano - costruzione della Galleria Vittorio Emanuele II
Titolo Ritratti dell'équipe tecnica della Galleria Vittorio Emanuele II
Data 1865 post - 1867 ante
Autore Rossi, Giulio
Tecnica positivo, albumina/carta
Misure mm 91 x 56 (supporto primario), mm 104 x 62 (supporto secondario), mm 478 x 345 (secondo supporto secondario)
Collocazione Foto Milano , inv. FM Albo G 107/1/13
Luogo di conservazione Civico Archivio Fotografico - Raccolte Grafiche e Fotografiche del Castello Sforzesco - Piazza Castello - Milano (MI)
  • AUTORE
    Rossi, Giulio 1824-1884 Fervido patriota, Rossi partecipa alle Cinque Giornate di Milano e alle guerre di Indipendenza per poi venire imprigionato dagli austriaci. Liberato nel 1859 si dedica a tempo pieno all'attività di fotografo. Già nel 1857 era apparso sulla Guida di Milano, stampata da Bernardoni, come "fotografo e dagherrotipista" con studio in Contrada dei Nobili 3992. Apparirà poi nelle edizioni successive della Guida negli anni 1859, 1862, 1863, dal 1866 al 1872, infine, dal 1875 al 1880. Nel 1863 si trasferisce in Via Bigli 7, divenendo famoso come ritrattista dei membri più in vista delle famiglie borghesi ed aristocratiche. Riceve una medaglia d'argento all'Esposizione di Milano del 1871, nel 1873 prende parte all'Esposizione Universale di Vienna e ottiene una medaglia di bronzo all'Esposizione di Milano del 1881. Sul verso dei supporti delle sue fotografie si possono trovare, oltre alla dicitura "Pittore Fotografo" - spesso adottata dai fotografi che "volevano darsi un carattere di professionalità" pur non avendo nulla a che fare con il mondo della pittura (cfr. Paoli, 1990, p.74, nota 22) -, le insegne dello stemma del Regno d'Italia e gli indirizzi delle sue sedi milanesi e delle succursali: il primo indirizzo a Milano in via Bigli e poi la sede definitiva in corso Vittorio Emanuele 29; Genova, Salita delle Battistine 6; Trieste, Piazza della Borsa 10. Oltre all'attività di ritrattista, cui deve la sua fama, si dedicò al genere della veduta, alla riproduzione di oggetti d'arte (cfr. Catalogo delle fotografie pubblicate dallo Stabilimento di Giulio Rossi, N.1. Riproduzioni d'oggetti d'Arte antica esposti nella Mostra del 1874 a Milano, Milano, 1880) e alla fotografia d'industria, scattando immagini dei padiglioni all'Esposizione Industriale di Milano del 1881. Carlo De Marchi rileva la sua attività nel 1885, un anno dopo la sua morte. Nonostante sia noto soprattutto per la produzione, più seriale, di ritratti formato carte de visite (molte conservate anche nel Fondo Vitali), Rossi fu autore di ritratti in grande formato di raffinata qualità, come questo che riprende Cesare Cantù seduto in poltrona. L'impostazione è quella mutuata dalla ritrattistica pittorica dell'epoca: il soggetto, seduto su una poltrona riccamente decorata e messa di tre quarti, con uno sfondo chiaro alle spalle, posa davanti all'obiettivo con compostezza. L'indossare il cappotto e l'appoggiarsi, nonostante la schiena perfettamente eretta, al bastone da passeggio, gli conferiscono, però, un'aria di disinvolta casualità, come quella di chi è impegnato in una veloce visita di cortesia in un salotto borghese.
  • FONDO
    Foto Milano Il fondo è costituito dalla stratificazione di più donazioni e documenta: la storia urbanistica di Milano dall'invenzione della fotografia al 1990 circa; avvenimenti come l'Esposizione Universale del 1906, la visita di Vittorio Emanuele III per l'inaugurazione della Fiera Campionaria nel 1923, i funerali di Giacomo Puccini e quelli di Adolfo Wildt; fatti storici importanti, come i moti milanesi del 1898. Sono rappresentate, fra l'altro, la Milano "città d'acqua" ante 1929 (data d'inizio dei lavori di copertura dei navigli), le trasformazioni urbanistiche che hanno interessato la città fra l'800 e la prima metà del '900 (per esempio, piazza Duomo prima e dopo la risistemazione iniziata nel 1865, la costruzione della Galleria Vittorio Emanuele II, il restauro del Castello Sforzesco, la costruzione della nuova Stazione Centrale), le distruzioni conseguenti ai bombardamenti angloamericani del 1943-44. La catalogazione del fondo, tutt'ora in corso, è attuata col sistema SIRBEC della Regione Lombardia che segue gli standard ICCD per la scheda F. Costanti aggiornamenti dei dati vengono effettuati parallelamente al progredire degli studi relativi al fondo.
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