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Abruzzo - Calanchi, o Scrimoni
Abruzzo - Calanchi, o Scrimoni
veduta del paesaggio dei calanchi, i monti tipici dell'Appennino Centrale. Si vedono sulla sinistra un casale, sulla cima del monte la città di Atri
Data 1969 ca.
Tecnica diapositiva, gelatina bromuro d'argento/pellicola in rullo diapositiva (acetato)
Misure mm 61 x 61 (supporto primario)
Collocazione Gianni Berengo Gardin , inv. GBG_01_A-E_A_008
Luogo di conservazione Civico Archivio Fotografico - Civiche Raccolte Grafiche e Fotografiche - Piazza Castello, 1 - Milano (MI)
  • AUTORE
    Berengo Gardin, Gianni 1930- Giovanni Berengo Gardin nasce a Santa Margherita Ligure nel 1930. Vive e si forma soprattutto a Venezia, si sposta tra Roma, Lugano e Parigi; inizia la sua attività da fotografo nel 1954 e si stabilisce definitivamente a Milano nel 1965. Si dedica alla fotografia di reportage, all’indagine sociale, alla documentazione di architettura, alla descrizione ambientale. Il suo stile viene influenzato dai grandi fotografi di Life e Magnum, dichiara di sentirsi molto vicino anche al francese Willy Ronis. Le sue foto vengono pubblicate per la prima volta su "Il Mondo", collabora con il Touring Club Italiano documentando soprattutto il paesaggio italiano. Uno dei suoi più grandi lavori è il reportage sui manicomi italiani realizzato con Carla Cerati: nel 1969 viene pubblicato "Morire di classe" con le loro foto e i testi di Franco Basaglia. Documenta diverse industrie come Olivetti e Fiat; collabora con Renzo Piano per documentare i suoi progetti architettonici. Lavora per diverse riviste come "Domus", "Epoca", "Time", "L'Espresso"; pubblica più di 200 volumi fotografici. Ha tenuto numerose mostre personali in Italia e all'estero, dal 1987 ad Arles al 2005 allo Spazio Forma di Milano; partecipa ad esposizioni come "The Italian Metamorphosis 1943-1968" al Guggenheim di New York nel 1994. Riceve diversi premi: da quello del 1963 insignito dal World Press Photo a quello del 2008 del Lucie Award di New York; nel 2009 gli viene conferita la Laurea Honoris Causa in Storia e critica dell'arte dall'Università degli Studi di Milano. Dal 1990 viene rappresentato dall'agenzia fotografica "Contrasto". Sono state pubblicate diverse monografie su di lui, la più recente è del 2009 (Silvana Turzio, "Gianni Berengo Gardin", Milano, Bruno Mondadori). Le sue fotografie si trovano nelle collezioni di diversi musei e fondazioni culturali, tra cui l’Istituto Centrale per la Grafica di Roma, il Museum of Modern Art di New York, la Bibliotèque Nationale di Parigi, la Maison Européenne de la Photographie di Parigi.
  • FONDO
    Gianni Berengo Gardin Il nucleo di fotografie che costituisce il fondo Gianni Berengo Gardin è stato donato al Civico Archivio Fotografico di Milano nel giugno 2014 dallo stesso fotografo. Il fondo fotografico è costituito da 2874 diapositive a colori realizzate tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento per il Touring Club Italiano. Si tratta di vedute paesaggistiche, foto d'architettura e foto d'arte; nella maggior parte sono di città italiane, ma si trovano anche servizi su Francia, Grecia, Spagna. Sono presenti anche servizi non legati al TCI, come quello sulla Campania e diverse riproduzioni di quadri. La suddivisione è tematica: nella maggior parte per regione o stato, alcune diapositive sono raggruppate come "castelli d'Italia" "monasteri e conventi" "artisti". Il fondo fotografico è stato interamente catalogato col sistema SIRBEC della Regione Lombardia che segue gli standard ICCD per la scheda F. Costanti aggiornamenti dei dati vengono effettuati parallelamente al progredire degli studi relativi al fondo.
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