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Ritratto di gruppo - Prigionieri giapponesi - "Fuzoku"
Ritratto di gruppo - Prigionieri giapponesi - "Fuzoku"
Lo scatto è realizzato in studio, il cui interno rievoca le immagini di Usui Shuzaburo. Non ci sono elementi di arredo che possano suggerire ulteriori connotazioni del soggetto, che viene inserito nella categoria "Fuzoku" (usi e costumi del Giappone, personaggi caratteristici del Giappone tradizionale).
Data 1870 post - 1889 ante (ripresa 1871 post - 1889 ante)
Tecnica positivo, albumina/carta
Misure mm 197 x 254 (supporto primario)
Collocazione Vedute estere , inv. VE L 332
Luogo di conservazione Civico Archivio Fotografico - Civiche Raccolte Grafiche e Fotografiche - Piazza Castello - Milano (MI)
  • AUTORE
    attribuita a Von Stillfried-Ratenicz, Raimund Nato in Repubblica Ceca, von Stillfried è un aristocratico viaggiatore e diplomatico. Dopo aver seguito una carriera militare iscrivendosi all'accademia navale di Trieste, viaggia in Cina e Giappone. Dal 1865 lavora per una compagnia mercantile tessile a Nagasaki. Dopo un viaggio diplomatico in Messico (1865-67), rientra in Giappone dal 1868, dove è interprete per la delegazione tedesca e per il console prussiano. Grazie all'aiuto di Felice Beato inizia a creare il proprio studio fotografico, che aprirà nel 1871 con l'assistente William Willmann nella Main Street di Yokohama. Dal 1876 fonda invece la Stillfried & Andersen insieme a Hermann Andersen, acquisendo diversi negativi di Felice Beato. L'archivio della produzione di Stillfried verrà ceduto nel 1883 a Farsari e, successivamente, a Kimbei. Tra gli album più celebri creati da Stillfried, ricordiamo "Views and Costumes of Japan", con fotografie originali di Beato, oltre che dello stesso Stillfried.
    attribuita a Usui, Shusaburo notizie 1870-1894 Disponiamo di poche notizie in merito a Usui Shusaburo, attivo dalla fine degli anni Sessanta dell'Ottocento sino al 1889 a Yokohama. Fu apprendista di Shimooka Renjo. Le sue fotografie mantengono un altissimo livello artistico, nonostante siano vendute a prezzi abbastanza bassi al pubblico occidentale. Dalla metà degli anni Settanta dell'Ottocento, Usui apre uno studio anche a Tokyo e nel 1885 apre una nuova sede commerciale a Yokohama: la "Yokohama Photographic Co.". Usui scompare dalla scena commerciale nel 1889 e non si hanno più notizie del fotografo dal 1894.
  • FONDO
    Vedute estere Il fondo Vedute Estere contiene fotografie databili soprattutto nella seconda metà del XIX secolo e in piccola parte nel '900 (fino al 1960). Le fotografie riguardano in particolare l'Africa e l'Asia (Medio ed Estremo Oriente), continenti che nell'Ottocento e nel Primo Novecento erano i luoghi dell'"esotico", mentre Europa e Americhe sono meno rappresentate. Le fotografie giunsero all'Istituto per lo più grazie a donazioni di collezionisti o dei loro eredi. La genesi della costituzione dei diversi nuclei di fotografie è varia. Sono presenti gruppi di fotografie acquistate, per esempio, in Giappone o in Egitto e prodotte in loco da studi fotografici proprio per gli acquirenti occidentali in visita per turismo o per affari: è questo il caso, fra gli altri, degli atelier di due fotografi italiani, i fratelli Beato, uno dei quali, Antonio, attivo in Egitto, l'altro, Felice, in Giappone. In un altro caso abbiamo album in cui furono raccolte fotografie acquistate dagli atelier locali o scattate da membri degli equipaggi delle navi della Marina Militare Italiana su cui prestava servizio il tenente di vascello Candeo, autore degli album, negli ultimi due decenni dell'Ottocento, durante missioni in Cina, Giappone, Africa, America Meridionale, Centrale e Settentrionale. Sono presenti poi fotografie che documentano le avventure coloniali dell'Italia fascista in Cirenaica e in Eritrea, fra cui anche fotografie aeree prodotte dal Servizio fotografico della Regia Aeronautica. Altre fotografie ritraggono i turisti che nel 1928 parteciparono, a bordo del piroscafo Stella d'Italia, alla seconda crociera nel Meiterraneo dell'Università Popolare, antesignane del turismo di massa. Vedute Estere è uno dei fondi più importanti e interessanti, da diversi punti di vista, in particolare per la documentazione che offre, anche di tipo archeologico, o per le particolarità tecnico-estetiche, come nel caso delle splendide fotografie dipinte della sezione giapponese; oppure per la storia della fotografia, dato anche il rilievo dei fotografi presenti: fra gli altri, oltre ai frateli Beato, Adolfo Farsari, Pascal Sébah, Abdullah Frères, Zangaki, Hyppolite Arnoux, Felix Bonfils e molti fra i più antichi fotografi giapponesi, tra cui Nobukuni Enami, Kajima Seibei, Kusakabe Kimbei, Ogawa Kazumasa, Suzuki Shin'ichi. La catalogazione del fondo, tutt'ora in corso, è attuata col sistema SIRBEC della Regione Lombardia che segue gli standard ICCD per la scheda F. Costanti aggiornamenti dei dati vengono effettuati parallelamente al progredire degli studi relativi al fondo.
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