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Giappone - Kumamoto - Castello - Santuario di Kato Kiyomasa - Santuario di Nishikiyama - Torii - "Meisho"
Giappone - Kumamoto - Castello - Santuario di Kato Kiyomasa - Santuario di Nishikiyama - Torii - "Meisho"
Soggetto dello scatto è il castello di Kumamoto (costruito nel XVII secolo), nella parte meridionale del Giappone (Kyushu). Sulla sinistra è visibile il torii di accesso al Santuario dedicato a Kato Kiyomasa (Daimyo durante il periodo Momoyama-Edo), conosciuto anche come Santuario di Nishikiyama, realizzato nel 1871 e demolito nel 1874.
Data 1871 post - 1874 ante
Tecnica positivo, albumina/carta
Misure mm 197 x 260 (supporto primario)
Collocazione Vedute estere , inv. VE VOL AA 421/2-150
Luogo di conservazione Civico Archivio Fotografico - Civiche Raccolte Grafiche e Fotografiche - Piazza Castello, 1 - Milano (MI)
  • AUTORE
    attribuita a Kuichi, Uchida 1844-1875 Nato a Nagasaki nel 1844, viene adottato, dopo la morte del padre biologico, da Matsumoto Ryojun, studioso di fotografia presso la scuola olandese di Nagasaki. Non a caso, dunque, Uchida inizia a studiare le tecniche fotografiche con Pompe van Meerdervoort alla Scuola Medica olandese di Nagasaki. Dopo essersi procurato il primo equipaggiamento fotografico nel 1863, si sposta a Kobe nel 1865, dove apre il suo primo studio con Ueno Sachima, fratello minore di Ueno Hikoma. Nello stesso anno apre uno studio fotografico a Osaka e dal 1868 è attivo anche a Yokohama, con un ulteriore distaccamento a Tokyo. La sua fama raggiunge i massimi livelli quando viene incaricato di ritrarre l'imperatore e la famiglia imperiale nel 1872, diventandone il fotografo ufficiale. Uchida accompagnerà la famiglia reale anche in occasione di un viaggio nel Kyushu, in qualità di fotografo dell'imperatore. Celeberrime sono le sue fotografie in formato "carte de visite" che ritraggono l'aristocrazia di spada e la classe samuraica.
  • FONDO
    Vedute estere Il fondo Vedute Estere contiene fotografie databili soprattutto nella seconda metà del XIX secolo e in piccola parte nel '900 (fino al 1960). Le fotografie riguardano in particolare l'Africa e l'Asia (Medio ed Estremo Oriente), continenti che nell'Ottocento e nel Primo Novecento erano i luoghi dell'"esotico", mentre Europa e Americhe sono meno rappresentate. Le fotografie giunsero all'Istituto per lo più grazie a donazioni di collezionisti o dei loro eredi. La genesi della costituzione dei diversi nuclei di fotografie è varia. Sono presenti gruppi di fotografie acquistate, per esempio, in Giappone o in Egitto e prodotte in loco da studi fotografici proprio per gli acquirenti occidentali in visita per turismo o per affari: è questo il caso, fra gli altri, degli atelier di due fotografi italiani, i fratelli Beato, uno dei quali, Antonio, attivo in Egitto, l'altro, Felice, in Giappone. In un altro caso abbiamo album in cui furono raccolte fotografie acquistate dagli atelier locali o scattate da membri degli equipaggi delle navi della Marina Militare Italiana su cui prestava servizio il tenente di vascello Candeo, autore degli album, negli ultimi due decenni dell'Ottocento, durante missioni in Cina, Giappone, Africa, America Meridionale, Centrale e Settentrionale. Sono presenti poi fotografie che documentano le avventure coloniali dell'Italia fascista in Cirenaica e in Eritrea, fra cui anche fotografie aeree prodotte dal Servizio fotografico della Regia Aeronautica. Altre fotografie ritraggono i turisti che nel 1928 parteciparono, a bordo del piroscafo Stella d'Italia, alla seconda crociera nel Meiterraneo dell'Università Popolare, antesignane del turismo di massa. Vedute Estere è uno dei fondi più importanti e interessanti, da diversi punti di vista, in particolare per la documentazione che offre, anche di tipo archeologico, o per le particolarità tecnico-estetiche, come nel caso delle splendide fotografie dipinte della sezione giapponese; oppure per la storia della fotografia, dato anche il rilievo dei fotografi presenti: fra gli altri, oltre ai frateli Beato, Adolfo Farsari, Pascal Sébah, Abdullah Frères, Zangaki, Hyppolite Arnoux, Felix Bonfils e molti fra i più antichi fotografi giapponesi, tra cui Nobukuni Enami, Kajima Seibei, Kusakabe Kimbei, Ogawa Kazumasa, Suzuki Shin'ichi. La catalogazione del fondo, tutt'ora in corso, è attuata col sistema SIRBEC della Regione Lombardia che segue gli standard ICCD per la scheda F. Costanti aggiornamenti dei dati vengono effettuati parallelamente al progredire degli studi relativi al fondo.
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