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Scultura - Edicola con San sebastiano (inv. 1106), marmo - Ambito di Giovanni Antonio Amadeo - Fine del XV secolo - Milano - Castello Sforzesco - Musei Civici - Museo d'Arte Antica
Scultura - Edicola con San sebastiano (inv. 1106), marmo - Ambito di Giovanni Antonio Amadeo - Fine del XV secolo - Milano - Castello Sforzesco - Musei Civici - Museo d'Arte Antica
Acquistato dall'antiquario Luigi Mora nel 1883.
Titolo 1106 - Tabernacolo con "S. Sebastiano alla colonna"/ (seconda metà sec XV)/ Milano - Museo del Castello Sforzesco/ Sala IX - o della Ponticella
Data 1899 post - (ripresa - 1899 ante)
Tecnica positivo, gelatina ai sali d'argento/carta
Misure mm 250 x 190 (supporto primario)
Collocazione Allestimenti Museali Milano , inv. AM 400/C
Luogo di conservazione Civico Archivio Fotografico - Raccolte Grafiche e Fotografiche del Castello Sforzesco - Piazza Castello - Milano (MI)
  • AUTORE
    Alinari, Fratelli 1852- Leopoldo Alinari (1832-1863) aprì il suo primo laboratorio nel 1852, dopo un periodo di apprendistato presso il prestigioso laboratorio calcografico di Luigi e Giuseppe Bardi, in Via Cornina a Firenze, proprio vicino ai Bardi. Dopo soli due anni, insieme ai fratelli Giuseppe (1836-1891), che si occuperà del lavoro tecnico e del laboratorio, e Romualdo (1830-1891), che curerà la parte amministrativa, fonda la Alinari Photographes Editeurs. È del 1863 il trasferimento presso quella che sarà la sede storica della Società: un grande stabilimento, appositamente costruito, in via Nazionale. La ditta orientata, in un primo momento, alla riproduzione dei tesori pittorici, scultorei e architettonici di Firenze, estende ben presto la propria attività a tutta la Toscana, ad altre regioni, e poi a istituzioni, musei, biblioteche, scuole d'arte di tutto il mondo. Gli Alinari portano a compimento campagne specifiche, organizzano il loro archivio, pubblicano i loro lavori in cataloghi a stampa. Impongono anche uno stile di ripresa fotografica unitario per tutti gli operatori, quasi si trattasse di un unico autore: la scelta dell'illuminazione, dell'angolazione di ripresa e dell'ottica devono rispondere all'esigenza primaria di restituire al pubblico una lettura dell'opera limpida e di facile comprensione. Ricevono le prime onorificenze all'Esposizione Universale di Parigi del 1855 e a quella di Bruxelles del 1856. Nel 1861 partecipano all'Esposizione Italiana di Firenze. Dopo la morte di Leopoldo, nel 1865, la conduzione aziendale passa nelle mani dei fratelli. Alla loro morte le redini passano al primogenito di Leopoldo: Vittorio (1859-1932). Egli intensifica l'attività editoriale, incrementando i lavori sulla veduta urbana e organizzando campagne di rilevamento fotografico in ogni angolo di Italia e all'estero (Grecia, Francia, Germania). Nel 1910, dopo la morte del figlio, Vittorio ridimensiona l'attività e cede l'azienda a una società di studiosi fiorentini. Nel 1920 nasce la Fratelli Alinari - Società Anonima I.D.E.A.: Istituto di Edizioni Artistiche. Scampato miracolosamente ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, l'archivio Alinari si arricchisce grazie all'acquisizione dei fondi di altri importanti studi italiani: Brogi, Andreson e Michetti, solo per citarne alcuni.
  • FONDO
    Allestimenti Museali Milano Il fondo Allestimenti Museali raccoglie la documentazione relativa ai musei del Castello Sforzesco divenuto sede dei musei civici e simbolo dell'identità cittadina dopo il restauro di Luca Beltrami (1892-1905) che lo riportò all'antico decoro dell'età sforzesca, cancellando le tracce degli usi militari lasciate da secoli di dominazione straniera. I servizi fotografici commissionati nel tempo dai Direttori dei Musei del Castello rendono conto degli allestimenti succedutisi nei diversi Istituti e in parte delle vicende dei musei civici sin dall'apertura al pubblico del 10 maggio 1900. Il percorso cronologico ha inizio dalle fotografie di Antonio Paoletti, del 1893-1894, scattate nella fase iniziale del restauro del Castello e dalle foto del Museo del Risorgimento allestito nel 1896 (trasferito nell'attuale sede di Palazzo Moriggia nel 1951). Segue l'allestimento di fine Ottocento (1897-1899) del Museo d'Arti Applicate (foto di Fumagalli e Bassani, dello stabilimento Montabone) e del Museo Archeologico e Artistico, nelle sale della Corte Ducale, a cura di Luca Beltrami, Carlo Ermes Visconti di Modrone, Giulio Carotti ed Emilio Seletti (foto di Domenico Anderson), allestimento modificato successivamente nelle sale dei Musei d'Arte da Carlo Vicenzi nel 1910-1913 e nel 1923 (foto di Domenico Anderson) e poi da Giorgio Nicodemi fra il 1928 e il 1935 (foto di Gigi Bassani, Dario Gatti e B. Simonetti). L'allestimento della Galleria d'Arte Moderna - in Castello dal 1903 e nel 1921 trasferita nell'attuale sede di Villa Reale - è documentato dalle foto di Fumagalli e Bassani, dello stabilimento Montabone. Sono presenti anche fotografie dei magazzini sotterranei dove, durante la Seconda Guerra Mondiale e subito dopo, trovarono ricovero, imballate in casse di legno, opere d'arte dei musei civici ma anche di altri istituti, come il Museo Poldi Pezzoli di Milano e l'Accademia Carrara di Bergamo (foto di Dario Gatti). Dopo l'allestimento di Costantino Baroni dell'immediato secondo dopoguerra (1948-1953, foto di Mario Perotti, Claudio Emmer e Dario Gatti), si giunge al secondo restauro del Castello e a quello che resta a tutt'oggi l'allestimento più importante dei suoi musei, frutto della collaborazione fra Baroni, direttore delle raccolte, e lo studio di architetti associati BBPR, Banfi, Belgiojoso, Peressutti, Rogers (foto di Mario Perotti). Con la seconda inaugurazione il 12 aprile 1956, i Musei del Castello Sforzesco, nel nuovo assetto che distingue il Museo Archeologico, la Pinacoteca e il Museo d'Arte Antica, offrono uno dei migliori esempi della museografia italiana (foto di Paolo Monti). Al secondo allestimento BBPR (1963-1969) si deve anche il Museo degli Strumenti Musicali. Al 1980 risale un nuovo allestimento della Pinacoteca (fotografie di Aldo Ballo) dello studio di architettura Albini, Helg, Piva, promosso dall'allora direttore Mercedes Precerutti Garberi. L'allestimento degli Arazzi Trivulzio nella Sala della Balla (Museo delle Arti Decorative), dopo il restauro di Francesco Pertegato, risale al 1989-2012. Le foto più recenti (agosto 2013, di Roberto Mascaroni) ritraggono le prove di allestimento del Museo Pietà Rondanini, firmato da Michele De Lucchi e inaugurato il 2 maggio 2015 nell'ex Ospedale Spagnolo. Il fondo è stato catalogato col sistema SIRBEC della Regione Lombardia che segue gli standard ICCD per la scheda F. Costanti aggiornamenti dei dati vengono effettuati parallelamente al progredire degli studi relativi al fondo.
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