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Napoli - Castello Angioino
Napoli - Castello Angioino
Titolo Il Castello Angioino
Data 1928 - 1929
Tecnica positivo, gelatina ai sali d'argento/carta
Misure mm 164 x 225 (singola immagine), mm 170 x 230 (supporto primario), cm 238 x 348 (supporto secondario)
Collocazione Vedute Italia , inv. VI ALBO ROTARY/5
Luogo di conservazione Civico Archivio Fotografico - Civiche Raccolte Grafiche e Fotografiche - Piazza Castello - Milano (MI)
  • AUTORE
    Parisio, Giulio 1891/ 1967 Giulio Parisio nasce a Napoli il 14 marzo 1891. Muove le sue prime esperienze lavorative nel campo del giornalismo fotografico di attualità fino al 1915, quando è arruolato nell'aeronautica per effettuare servizi di rilevamento fotografico aereo. Nel 1918 è chiamato a far parte della spedizione in Dalmazia con l'incarico di rilevare fotograficamente tutte le "vestigia di italianità" esistenti sulla costa. I lavori eseguiti in quella spedizione sono parzialmente diffusi dalla stampa e poi raccolti in più mostre: la prima inaugurata a Zara il 30 agosto 1919, in seguito a Napoli, esposta al Circolo Artistico nella Villa Comunale (1920); più tardi, ancora, a Roma e a Milano. Alla metà degli anni venti apre il suo studio fotografico a Napoli, in Piazza del Plebiscito, in quella che oggi è la sede dell'associazione Archivio Fotografico Parisio. L'esperienza fotografica di Giulio Parisio, ampia e attiva, spazia dalla fotografia di paesaggio alla sperimentazione futurista, dalla ricerca antropologica e di costume alla foto di industria, dal ritratto d'arte alla pubblicità. Il ritratto d'arte, svolto durante tutto l'arco della sua attività, ha certamente rappresentato la produzione più apprezzata dalla borghesia napoletana; ma il campo in cui Parisio maggiormente esprime la sua qualità di fotografo-artista, è quello della ricerca per una creazione della fotografia d'avanguardia, dando vita agli 'ardimenti fotografici', firmati con lo pseudonimo Paris. Partecipa a molti concorsi e mostre fotografiche nazionali ed internazionali, da Roma a Chicago ottenendo sempre i più alti riconoscimenti: si ricorda la partecipazione all'Esposizione Internazionale delle Arti Decorative (Parigi, 1925), al Grande Concorso Fotografico (Roma, 1927), alla Prima Esposizione Maestri d'arte fotografi (Torino, 1928), alla Mostra Fotografica Internazionale (Fiera di Milano, 1932) alla Biennale Internazionale d'Arte Fotografica (Roma, 1933) e all'Esposizione Internazionale di Chicago (1933). Artista eclettico, realizza anche numerosi allestimenti per importanti aziende meridionali in occasione delle più significative fiere campionarie italiane (tra le altre per la ditta Bosurgi di Messina, 1934). Nel 1938 progetta il percorso e l'arco di trionfo in occasione della visita di Hitler a Napoli. A partire dagli anni Cinquanta la produzione fotografica di Parisio si trasforma radicalmente: la foto industriale diviene il settore ove maggiormente egli si applica, mantenendo sempre viva la sua alta professionalità. Molto interessanti sono le immagini realizzate per l'Italsider di Bagnoli e per l'Olivetti di Pozzuoli. Muore il 17 febbraio 1967. http://www.archiviofotograficoparisio.it/it/home3.htm
  • FONDO
    Vedute Italia Il fondo "Vedute Italia" raccoglie la straordinaria attività dei fotografi ottocenteschi che, costantemente alla ricerca del punto di vista ideale per rappresentare città, architetture, monumenti e paesaggi, hanno restituito un'eccezionale mappatura delle peculiarità e delle bellezze del patrimonio storico-artistico e paesaggistico italiano. Tra i principali fotografi autori delle vedute compaiono gli Alinari, Domenico Anderson, Celestino Degoix, Giacomo Brogi, Giuseppe Incorpora, Moritz Lotze, Achille Mauri, Montabone di Carlo Fumagalli, Carlo Naya, Alfred Noack, Antonio Perini, Pietro Poppi, Robert Rive, Luigi Sacchi, Paolo Salviati, Giorgio Sommer, Enrico Van Lint. La fotografia delle città e del paesaggio italiano affonda le proprie radici nella tradizione iconografica delle incisioni e del vedutismo pittorico. I giovani aristocratici che perfezionavano la formazione attraverso il Grand Tour, un viaggio in Europa che aveva come meta principale l'Italia con la sua eredità culturale, non rientravano in patria senza aver acquistato vedute delle eccellenze del "Bel Paese". Le vedute adottano spesso, anche innovandoli, modelli rappresentativi di luoghi e monumenti derivati dalla tradizione pittorica e incisoria, creando una vera e propria catalogazione visiva del paesaggio italiano e della sua storia. La potenzialità commerciale di questa produzione è subito compresa dagli stabilimenti fotografici che, attraverso i loro cataloghi, propongono al pubblico un ampio ventaglio di riprese organizzate in sezioni tematiche divise per soggetti quali "pittura", "scultura", "monumenti", "vedute". Tra le particolarità, la presenza delle fotografie (202), eseguite dallo Stabilimento Montabone, che hanno illustrato il volume "Ville e Castelli d'Italia", edito da Tecnografica nel 1907, Il volume raccoglie diversi contributi, tra cui quelli di Luca Beltrami, Giulio Carotti, Carlo Fumagalli, Diego Sant'Ambrogio.
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