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Ritratto maschile - Giuseppe Verdi compositore - Villanova sull'Arda - Villa Sant'Agata
Ritratto maschile - Giuseppe Verdi compositore - Villanova sull'Arda - Villa Sant'Agata
Leopoldo Metlicovitz, accompagnato da Giulio Ricordi, fece visita a Giuseppe Verdi nella sua Villa a Sant'Agata. Un ritratto di gruppo realizzato da Giulio Rossi, conservato nell'Archivio Storico Ricordi depositato presso la Biblioteca Braidense, testimonia questo incontro. Metlicovitz scatta alcune fotografie al compositore, alla casa e al territorio circostante che gli serviranno come modello per la realizzazione di acquerelli poi stampati in cartoline (12) e diffuse dalle Officine G. Ricordi nella busta a colori "Verdi a Sant'Agata. 12 cartoline illustrate da L. Metlicovitz", mentre questo ritratto gli servì come studio per il manifesto "Feste Centenarie Busseto 1813-1913", Officine G. Ricordi & C., Milano, 1913 (fonte: http://www.lombardiabeniculturali.it/stampe/schede/H0110-02246/)
Data 1892 post - 1913 ca. (ripresa 1892)
Tecnica positivo, gelatina ai sali d'argento/carta
Misure mm 181 x 89 (supporto primario)
Collocazione Leopoldo Metlicovitz , inv. MTL 14
Luogo di conservazione Civico Archivio Fotografico - Civiche Raccolte Grafiche e Fotografiche - Piazza Castello - Milano (MI)
  • AUTORE
  • FONDO
    Leopoldo Metlicovitz Il fondo Leopoldo Metlicovitz è stato donato nel 2018 al Civico Archivio Fotografico di Milano da Maria Ciceri Fagetti, proprietaria della villa di Ponte Lambro che fu di Metlicovitz. Il fondo, un archivio professionale e privato costituito da Leopoldo Metlicovitz a partire dagli inizi della sua carriera di cartellonista, è composto da 804 fotografie prevalentemente in bianco e nero fra positivi, negativi (7), provini e cartoline (32 di cui 5 a colori). Il fondo fotografico è accompagnato da altro materiale, di tipo documentario, per un totale di 38 pezzi, che comprende: riviste, libri e documenti di varia natura (documenti personali, corrispondenza, un listino prezzi delle Pellicole Bayer, un libretto di deposito, ritagli di giornale e un calendario tascabile). Al momento della donazione il materiale non aveva una struttura e un ordinamento precisi e si trovava in cattivo stato conservativo. All'interno del fondo si individuano due gruppi tematici. Il primo, e più corposo, è costituito dal materiale propriamente professionale, il secondo comprende invece fotografie di famiglia. Come altri artisti che sfruttavano il mezzo fotografico come spunto ideativo nella loro produzione artistica, Metlicovitz utilizzava la fotografia come strumento propedeutico per la realizzazione delle proprie opere cartellonistiche e pittoriche mediante la ripresa dei soggetti in posa dal vero oppure con l'ausilio di fotografie di altri autori. Questo metodo di lavoro gli permetteva di studiare le posture, le espressioni dei soggetti e le ambientazioni in vista dell'approntamento dell'opera finale. Tra i soggetti immortalati, molte modelle o attrici in posa (vestite con abiti contemporanei oppure in "costumi storici" o di scena) che illustrano il campo d'indagine e di applicazione dell'artista, che spazia dalla pubblicità commerciale al mondo del teatro e del cinema. Molto spesso l'autore si avvaleva della collaborazione della moglie Elvira Lazzaroni, conosciuta in ambito teatrale, che si prestava a posare come modella, e in alcuni casi anche dei figli Roberto e Leopolda. Altre fotografie testimoniano lo studio del nudo accademico maschile e tra i soggetti compare lo stesso Metlicovitz, che si immortala con l'autoscatto. Metlicovitz era solito fotografare all'interno del suo studio anche le donne che volevano un ritratto pittorico, infatti parallelamente all'attività di cartellonista egli fu anche pittore. È presente nel fondo anche una serie di fotografie che documentano la visita fatta con Giulio Ricordi a Giuseppe Verdi a Villa Agata nel 1900, prima della morte del compositore, che servirono come modello per una serie di acquerelli poi raccolti nel cofanetto "Verdi a Sant'Agata. 12 cartoline illustrate da L. Metlicovitz", G. Ricordi & C. Editori, 1906. Nel fondo sono inseriti anche altri nuclei tematici tra i quali: fotografie di militari, fotografie di scena (teatro e cinema) e riproduzioni di opere d'arte, alcune delle quali realizzate dallo stesso Metlicovitz. Il secondo gruppo comprende un numero cospicuo di fotografie che immortalano la vita della famiglia dell'artista, la moglie Elvira e i figli; immagini catturate a Ponte Lambro nella sua villa, dove si trasferì definitivamente nel 1915, oppure durante momenti di svago: passeggiate nella campagna/ lago, fotografie di momenti privati e domestici, visite di parenti e amici e foto di viaggi. Da una cartolina postale con timbro del 10 aprile 1928 si apprende che il primo figlio di Metlicovitz, Roberto, intraprese la carriera militare essendo citato dal mittente degli auguri come "allievo soldato". Nel 2018 è stato avviato il lavoro di riordino e di catalogazione del fondo "Leopoldo Metlicovitz" con il sistema SIRBEC della Regione Lombardia che segue gli standard ICCD per la scheda F. Tutte le fotografie sono state condizionate in materiali a norma. Costanti aggiornamenti dei dati vengono effettuati parallelamente al progredire degli studi relativi al fondo.
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