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Austria - Tirolo - Innsbruck - Maria Theresien Strasse - monte Hafelekar
Austria - Tirolo - Innsbruck - Maria Theresien Strasse - monte Hafelekar
La Colonna di Sant'Anna fa parte del panorama della città dal 1706. La struttura è stata progettata in stile corinzio dall'architetto italiano Cristoforo Benedetti, è alta 13 metri ed è dominata dalla statua della Madonna che divide la parte vecchia dalla parte nuova di Maria-Theresien-Strasse. Sui quattro lati si trovano 4 statue di Santi: San Giorgio, l'antico patrono della regione, San Cassiano e San Vigilio che sono i due patroni della diocesi ed infine Sant'Anna che appunto dà il nome al monumento; la colonna fu eretta per ringraziare la fortunosa vittoria grazie alla quale era stato respinto un attacco delle truppe bavaresi passato alla storia come il "tumulto bavarese".
Data XIX seconda metà
Autore Czicbna, G.A.
Tecnica positivo, albumina/carta
Misure mm 182 x 261 (supporto primario), mm 458 x 587 (supporto secondario)
Collocazione Gigliucci Notabartolo , inv. VBG 1/3
Luogo di conservazione Civico Archivio Fotografico - Civiche Raccolte Grafiche e Fotografiche - Piazza Castello, 1 - Milano (MI)
  • AUTORE
  • FONDO
    Gigliucci Notabartolo Il fondo è costituito da quattro album donati da donna Vittoria Beatrice Gigliucci Notabartolo di Firenze. Il dono fu registrato presso la Civica Raccolta delle Stampe "Achille Bertarelli" il 2 ottobre 1967. Le fotografie che compongono i tre album documentano città, paesaggi, musei d'Italia, Svizzera, Francia, Germania, Austria e Ungheria nella seconda metà dell'Ottocento e sono state eseguite da grandi fotografi dell'epoca, tra cui Giorgio Sommer, Franz Seraph Hanfstaengl-Munchen, Giacomo Brogi, gli Alinari, Carlo Naya, Alfred Noack, J. Löwy-Wien, Calderoni És Târsa - Budapest, Stengel & Co. - Braunschweig. Da notare come la maggior parte delle fotografie del fondo riguardi vedute e monumenti di città della Germania nella seconda metà del XIX secolo, città che poi furono duramente bombardate durante la seconda guerra mondiale, riportando gravi distruzioni, e che videro quindi mutare fortemente, in seguito, il loro aspetto. Il fondo è stato catalogato col sistema SIRBEC della Regione Lombardia che segue gli standard ICCD per la scheda F. Costanti aggiornamenti dei dati vengono effettuati parallelamente al progredire degli studi relativi al fondo.
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