Lissoni, Osvaldo
- 775 FOTOGRAFIE
Dati anagrafici
luogo e data di nascita: Milano - 22/03/1882
data di morte: 19/06/1955
Notizie storico/biografiche
Osvaldo Lissoni, nato a Milano il 22 marzo 1882, fu fotografo, editore e pubblicista. Formatosi presso l’Accademia di Brera, si orientò, grazie alla collaborazione giovanile con Ugo Nebbia e Luca Beltrami, verso la fotografia di architettura finalizzata alla salvaguardia del patrimonio artistico di Milano. Lissoni fu anche collezionista di fotografie, stampe e oggetti d’antiquariato. Nel 1912, acquisì i negativi appartenuti a Carlo Fumagalli che, a sua volta, aveva rilevato le riproduzioni di opere d’arte dello stabilimento fotografico Montabone. I fototipi entrarono a far parte delle collezioni del Comune di Milano attraverso una serie di donazioni e acquisti, intercorsi tra il 1934 e il 1940, ivi compresa la documentazione delle campagne fotografiche, realizzate dallo stesso Lissoni, per testimoniare le trasformazioni della città intercorse fra la metà degli anni Venti e il varo del Piano Regolatore del 1934. I positivi di questi reportage sono confluiti, a cura dei direttori dei civici musei d’arte Giorgio Nicodemi e Costantino Baroni, nel fondo noto come “Raccolta iconografica”. All’inizio degli anni Venti, in società con Mario Fara, il fotografo aprì la Ditta editrice Osvaldo Lissoni & C. con sede in corso Roma 18. Le opere pubblicate: G. De Simoni, “La basilica di S. Ambrogio” (1923); A. Tamborini, “La chiesa di S. Cristoforo sul Naviglio” (1923); il catalogo: “Milano vecchia. Mostra iconografica dell'Archivio storico civico nel Castello sforzesco”, a cura di Ettore Verga (1924); A. Pica, Il duomo di Milano (1924) e G. Vergani, “La Zocca di San Clemente e la torre del Verzaro in Milano: appunti di cronaca milanese” (1926), sono ampiamente illustrate con fototipi provenienti dall’archivio privato di Lissoni. In due pubblicazioni figura come autore, insieme a Mario Fara e Camillo Pellini. Si tratta di: “Portali. Reminiscenze di storia e d'arte in Milano” (1928), e di una monografia illustrata sulla Certosa di Pavia del 1930. L’opera di più ampio respiro è certamente quella concepita in sei volumi: “I monumenti di Milano minori e minimi. Elenco ragionato pubblicato sotto gli auspici della Società letteraria e amici dei monumenti”, della quale fu pubblicato tuttavia solo il primo: “La porta ticinese”, nel 1927. Nominato Ispettore Onorario della Regia Soprintendenza all'Arte medievale e moderna, nel 1930, a riconoscimento della sua "disinteressata opera a salvaguardia del patrimonio artistico nazionale", Lissoni nulla poté tuttavia rispetto al piano approvato nello stesso anno per il centro storico, e agli accordi stipulati dal Comune di Milano con la Curia per trasformare gli isolati tra via delle Ore, piazza Fontana e via Larga, per la cui salvaguardia si era direttamente impegnato. Il fotografo visse anzi, in prima persona, la minacciata progressiva “deportazione degli abitanti” dalle zone centrali della città, auspicata dal capo dell’Ufficio Tecnico del Comune, Cesare Albertini, passando, per tappe, dai locali affittati dalla Veneranda Fabbrica del Duomo al definitivo abbandono di Milano. Morì a Tradate il 19 giugno 1955.
Cortili - Milano - Palazzo Stucchi Prinetti
sec. XX primo quarto (1910 post - 1920 ante)Lissoni, Osvaldo
DETTAGLI









